AVREI QUALCOSA DA DIRE…

By | 06/09/2016

AVREI QUALCOSA DA DIRE…

Sì, qualcosa da dire ce l’ho.
Non per rispondere agli articoli pubblicati dai quotidiani di settembre: il mio pensiero in merito alla credibilità “dell’informazione” giornalistica – o sarebbe meglio dire scandalistica- e alla manipolazione che viene perpetuata fino al limite del ridicolo, l’ho sviscerato in – ben- tre articoli già pubblicati.

  1. Articolo La Repubblica: evidenziamo la struttura ipnotica. Parte A
  2. Articolo La Repubblica: evidenziamo la struttura ipnotica. Parte B
  3. Di chi è la colpa?

No, davvero non ho niente da dire a chi parla senza conoscere.
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…Che inventa cospirazioni e sette, che mette in bocca parole non dette, che attribuisce titoli gratuiti a chi non ha mai nemmeno incontrato.

E oggi per me si sono aggiunte due note in più: la noia e la richiesta di rispetto.

Noia
Perché sono anni che, a onde, vengono scritte le stesse cose,
smentite e poi risentite ogni volta uguali…
Lo trovo sconcertante ed estremamente noioso.

Rispetto
Perché in quei fiumi di parole non c’è ombra di rispetto per nessuno.
Né per il dolore, né per l’essere umano.

Nessun rispetto per chi ha una conoscenza che, evidentemente, fa tanta paura e crea tanto fastidio.

Né per la persona morta, che viene usata per dimostrare quanto era stupida o plagiata. Alla quale senza alcuna presenza umana, viene tolta ogni dignità.
La sua vita, le sue scelte e addirittura la sua morte, viene trattata senza alcuna umanità.

… Non so tu, ma io non vorrei essere trattata così,
né nella vita, né dopo la mia vita.

Nessun rispetto nemmeno per i suoi cari.
Il dolore di chi l’ha perso viene violato tutti i giorni dalla cacofonia della notizia, perdendo ancora e ancora chi ha già perso, tra le pagine di un quotidiano sfogliato da mani sconosciute.

E come e non bastasse, oltre al dolore l’accusa di aver contribuito alla sua morte.

…Silenzio, per cortesia, fate silenzio.
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Di fronte a un dolore così grande, c’è solo il silenzio.


Provate, per cortesia, a portare un po’ di rispetto.
No, ma cosa dico… tanto è inutile! Il rispetto non si può inventare, non si può imparare.. O c’è o non c’è.

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Perciò non ho niente da discutere con chi non conosce il rispetto: la manipolazione è garantita.

Scrivo invece per rispondere a te!

A te che mi chiedi, sconcertato, di esprimere il mio parere su quanto sta accadendo.
Di entrare in merito a una discussione sterile e manipolata.

E a te che mi solleciti a organizzare testimonianze di persone che sono guarite per dare riposte a questi deliri.

E anche a te che ti sconcerti ancora per quello che viene scritto sui giornali…

Non sono qui per dirti che le 5LB non sono una terapia e tutto quello che già sai.
Già è stato detto tutto, in tutti i modi e le maniere.

Le informazioni ci sono già tutte, non nelle pagine dei quotidiani, questo è certo, ma le puoi trovare ovunque:

  • il corso che porto in Ecuador a ottobre, è sponsorizzato dall’Università centrale della facoltà di medicina. E’ scritto nei volantini.
  • le 5LB sono state “promosse a pieni voti dall’Université Jean Monnet in Belgio, nata nel 1995 e riconosciuta in Belgio con Decreto Reale n°3/13754/S del 04/05/1995 – Gazzetta Ufficiale del 26/08/1995-Bruxelles, con lo scopo di promuovere la cultura e la formazione in Europa. Io ho dato la mia tesi di docente davanti a una commissione internazionale formata da medici, psicologi e terapeuti.
  • In buona parte del mondo, anche in Italia, ci sono medici, operatori e persone che beneficiano di queste conoscenze tutti i giorni, me compresa, e se mi stai leggendo con buone probabilità anche tu.

Perciò la mia domanda è perché ti offendi e non agisci?

Non lamentandoti su facebook, non chiedendo a chi è più attivo sul tema di fare crociate, ma nella tua vita quotidiana, portando il tuo pensiero in azione, agendo in modo congruo a quello che senti, rendendo visibile che scegli per te e che non ti lasci più ipnotizzare.

Non c’è bisogno di alzare la voce, ma di vivere in sintonia con ciò che ritieni sensato. E questo diventa visibile in ogni tua azione, in ogni tua scelta.

Nessuno può fare nulla di te se tu non lo permetti.Schermata 09-2457638 alle 11.02.03

Nessuno può abusare di te, della tua mente, del tuo corpo, della tua vita se tu sei presente a te stesso.

Non chiedere a me cosa ne penso, ma domandalo a te.

Non chiedere a me conferme, cerca tu le tue, trovale nella tua storia, scoprile nella tua vita, e quando le trovi, la forza che ne avrai, diventerà irrinunciabile.

… Mentre scrivevo l’articolo un’amica mi ha inviato un messaggio.
“In questa vicenda è ovvia la manipolazione dei dati di fatto…
OGNUNO SCEGLIE che tipo di percorso vuole fare…
non ho mai sentito dire che la medicina di Hamer sia il “miracolo”…
semmai quello che si evince è che c’è una presa di coscienza e conoscenza
… cioè la libertà…”

Lei non ha fatto corsi, non ha una conoscenza approfondita delle 5LB, anzi, quando anni addietro gliene avevo accennato, per il lavoro che fa, se n’era tenuta ben lontana.

Poi, proprio per il lavoro che fa, si è fatta delle domande, ha cercato le sue verifiche, senza mai chiedermi nulla. Oggi è questo il suo pensiero, e può descriverlo con la forza pacifica che trabocca dalle sue parole, perché è presente alla sua vita, non c’è scissione tra quello che dice e quello che vive.
Non ha bisogno di chiedere conferme fuori, le ha trovate da sé, facendone esperienza.

E’ questa la forza che intendevo prima. Quella forza che ti pulisce gli occhi.

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Buon risveglio a tutti!

Testo di Simona Cella: www.creatoredispazi.it

 

7 thoughts on “AVREI QUALCOSA DA DIRE…

  1. Elisabetta

    Io appena ho letto la notizia ho commentato così “come mai non pubblicano i nomi, i volti e le storie di tutti coloro che OGNI GIORNO muoiono nonostante le cure con la medicina tradizionale se non addirittura- a volte – a causa della tradizionale chemioterapia? Sono indignata e disgustata.

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  2. Paolo bascherini

    Tutto ciò che mette in discussione il “potere”, qualunque esso sia, produce effetti collaterali! Non molliamo ciò che c’è di buono, non facciamoci intimorire da chi è specializzato nel farlo, magari ha pure studiato e ha pure la laurea specifica; un giorno pure loro faranno i conti con il benessere, allora cercheranno un “gancio in mezzo al cielo”, e così cresceranno un po’ di più, magari favorendo il buono che c’è.

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  3. arianna

    Grazie. Perché le tue parole mi hanno ricordato l’importanza di restare centrati.
    Anche io quando ho letto di “setta” attorno ad Hamer etc… sono rimasta colpita. Conoscendo i terapeuti che applicano le Leggi Biologiche…fa male ma insieme non sorprende. È forte il potere ipnotico della società. Della massa. Di un mondo che guarda solo ai fatti. Alla materia. Senza vedere e sentire quel qualcosa che va “oltre” ma che non è astrazione. Siamo noi oltre lo specchio.

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  4. Giuseppe Barbato

    Dal pronto soccorso ,alle corsie,alle sale operatorie.alla rianimazione alla terapia intensiva ogni giorno muoiono persone secondo Protocollo.
    Questo (protocollo osservato)rende la morte di queste persone accettabile?
    Hanno scelto che le cose andassero così o hanno solo firmato un foglio che liberava medici e ospedale?
    Mi faccio domande altre ce ne sono di chi difendo gli interessi?
    Viva La Vita

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  5. Fabrizio

    Grazie!
    Sì, credo sia proprio il rispetto ciò di qui ho sentito forte la mancanza leggendo titoli e righe nei giornali. Quel mancato rispetto che mi ha acceso in un “Ancora???!..!”. Ma voglio andare oltre a questo sentire, perché credo che il rispetto verso l’altro, promosso in presenza, alimenta la reciproca libertà.

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  6. danila paraboschi

    Quanto ho letto sulla diatriba 5LB e normali cure convenzionali, mi porta ad esprimerti tutta la considerazione possibile, ammesso che ve ne fosse necessità. Sai perfettamente che condivido quanto hai fatto, con profusione di energie. Per questo hai tutta la mia stima e mi troverai sempre al tuo fianco. Con l’affetto di sempre. Danila

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  7. Rita

    …un semplice grazie…
    da Rita e specialmente da Eleonora
    ti voglio bene

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