CI SIAMO CASCATI TUTTI, IO PER PRIMA!

By | 07/05/2017

CI SIAMO CASCATI TUTTI, IO PER PRIMA

Insieme a mezzo mondo, insisto da tempo perché metodologie, tecniche e rimedi che danno effettivi riscontri di efficacia, vengano UFFICIALMENTE RICONOSCIUTI, cioè legittimati come scientifici

Oggi penso di essere stata molto ma molto ingenua.

Mi è capitato spesso nella vita di essere profondamente convinta di qualcosa e di dedicarmi anima e cuore per realizzare un sogno.
Finchè arriva il momento per rendermi conto della sua impossibilità….

Come ho scritto nel mio sito:

“Non so cosa stavo sognando… so che mi sono svegliata!”

Domanda: “è indicativo chiedere al proprietario di un ristorante se la sua cucina è genuina?”… Non credo, posso assaggiarne le portate e decidere di mio.

Ha un qualche tipo di senso chiedere a chi, per una serie di motivi, mi disapprova, di riconoscermi come bella, brava e buona?… Non credo… porgo i polsi acconsentendo al taglio!

Arti mediche con radici ancestrali e nuove scoperte impressionanti, pefettibili ma non per questo illegittime, vogliono essere riconosciute da chi ha tutti gli interessi per metterle al bando…

Stavo chiedendo alle multinazionali di legittimare la mia libera scelta… a quella nicchia di famiglie che si è comperata il mondo.


Ragazzi, c’è qualcosa che non va…  

Se non fosse così, a quest’ora i medici che fanno capo ad ALL TRIALS! con la richiesta che tutti i protocolli di ricerca clinici siano resi pubblici – e in modo integrale – avrebbero già avuto soddifazione!

I medici opedalieri sarebbero curiosi, liberi e felici di sperimentare nuove possibilità, in alternativa a quei protocolli che sanno già essere fallimentari.

La facoltà di medicina, si sarebbe già arricchita di nuovi corsi d’avanguardia e la gente avrebbe fiducia nella medicina…

Invece accade il contrario: in risposta a legittime richieste, continua la caccia alle streghe.

Penso che davvero e da tempo si sia superato il limite di una umana e civile convivenza, nel rispetto della vita dell’altro.

Arrogarsi il diritto di dichiarare scientifico il proprio credo o commercio, oggi risulta quantomeno imbarazzante agli occhi di molti…

Ma allora, cosa si può definire scentifico?
Io non lo so, ma vorrei promuovere una via, forse non scientifica ma basata su parametri umani che per me sono i seguenti:

  1. Sono vivo – e non al 40% perchè per il restante 60% sono morto d’altro! (vedi “Le 10 trappole dell’informazione sulla salute”. Sito: Partecipasalute – Mario Negri)
  2. Quello che sto facendo mi da beneficio effettivo in un tempo coerente e una buona qualità di vita.
  3. Sto scegliendo io, e questo mi da forza.
  4.  Chi mi supporta è in accordo con quanto ho scelto per me.

Ora ti racconto un piccolo fatto che voglio titolare così:
MA SIAMO DAVVERO SICURI CHE DEVO MORIRE?

È una domanda importante, perché questo dubbio toglie non solo il sonno, ma anche vita.

E’ la storia di una gatta che sta male, ha molto catarro tra naso e gola che le impedisce di respirare e di mangiare. Il veterinario la demanda alla clinica per fare degli accertamenti.

Il sintomo è chiaro, il problema è tra naso e gola, non riesce a deglutire, non si nutre, dimagrisce, rischia di morire di fame.

La richiesta alla clinica è di indagare e di intervenire per ridurre la massa che chiaramente le istruice la gola.

Non viene ascoltata nella sua urgenza….

Non capisco come mai quando uno sta male, come prima cosa si ricerchi tutto quello che è meglio escludere anche quando il problema è in una zona evidente.

Esami del sangue, lastre, eco. Nel suo caso ricercano un’insufficienza renale, la trovano ma non ne capiscono la causa. Sollecitato un ricovero – rifiutato- e la cura di flebo e antibiotico la fa a casa.

Intanto continua a chiedere cibo ma non riesce a non mangiare.

I valori si riducono velocemente, anche troppo velocemente… Forse perché i nuovi esami li effettua in una clinica diversa?

Il muco si esaurisce ma non l’occlusione e questo conferma la presenza di una massa.

Il suo problema nel qui e ora è di avere un’ostruzione che le impedisce di respirare, di sentire gli odori e di mangiare. Rischia di morire perché ha una pinza tra naso e gola.

Finalmente una clinica si rende disponibile ad operare, ma in realtà non lo fanno.

L’addormentano – con sovradosaggio- registrano un video del suo linfoma tra naso e gola, ma non intervengono.

Nemmeno sollevandoli dalla responsabilità del “come andrà a finire”,  nemmeno quando si tratta di un gatto, c’è modo di farsi rispettare.

Di prassi informano che l’UNICA CURA POSSIBILE PER IL LINFOMA è radio o chemio ma loro stessi la sconsigliano caldamente: non ne guarisce uno e la qualità di vita diventa insostenibile…

A tornare a casa sono rabbia e sgomento con la sentenza in tasca e una gatta in coma…

Resta solo il suo sguardo, due occhi spalancati con un punto interrogativo:


“MA SIAMO SICURI CHE DEVO PROPRIO MORIRE?”

Il corpo è sorprendente
Anni fa lessi su un quotidiano di un omicidio. Ero sconcertata per il numero impressionante di accoltellate inferte alla vittima. Mio fratello – medico – rispose al mio stupore spiegandomi che un essere umano non è facile da uccidere se non aggredito in parti vitali…il corpo umano è forte e pieno di risorse.

Forse è per questo che esistono persone che resistono mesi, a volte anni. Forse quell’essere non deve morire… forse ha solo bisogno di aiuto.

Rifletto: molti non muoiono per il sintomo originario ma per altro, a volte per problemi “meccanici” che non vengono “rimossi”, per diagnosi ricevuta.

Chi ama quella gatta ha creduto in lei e nel suo punto interrogativo.
Nei mesi ha ridotto la massa e ricominciato a mangiare.

E adesso come la mettiamo?
Questo non è per nulla scientifico!

Non arrenderti mai!
Discostati da quello che sembra essere scientificamente ineluttabile, occupati di quello che nel qui e ora ti sta arrecando danno e stai con i segnali che vedi

…E se sono segnali di ripresa, crediti!

La vita non è scientificamente comprovabile o prevedibile,
nè statisticamente riproducibile.
Ma riscontrabile e verificabile nella qualità e in che direzione prende.


Lasciatene stupire perchè la vita non è scientifica,
è semplicemente grande!

Buon riveglio a tutti!

Testo di Simona Cella: www.creatoredispazi.it

5 thoughts on “CI SIAMO CASCATI TUTTI, IO PER PRIMA!

  1. Armando

    Sono molto contento per te. Ho atteso questo giorno mentre continuavo a seguirvi..(vari di voi (ex ALBA), poichè ho stima del sogno che avevate, specialmente tu. Ho atteso da quando hai questo sito-blog, questo articolo… Finalmente, il genuino, ma enorme spreco di energie.. visto il talento che hai, sarà utilizzato..ma senza il bisogno di salvare l’umanità..poichè, e affare di qualcun’ALTRO(nel senso FATTIVO REALISTICO, e non deresponsabilizzante).
    Ricordo ancora quando eri parte di Alba e fu la prima volta che venni a trovarvi per consulenza..di li a poco vi scrissi, conoscendo e riconoscendo il vs impegno c.q l’intento di riconoscimento ufficiale.. e dissi forte e chiaro che era IMPOSSIBILE!…
    Mi si diede una risposta gentile ma ..di chi non capiva perche io non capivo che era il processo da fare…
    Ebbene ognuno di noi deve accettare la realtà a livello personale su chi si è, su chi è la ns famiglia la società..il mondo.
    Ca il mondo è possibile, se si hanno conoscenze sui meccanismi che lo muovono..e non parlo di complottismo.. ma di conoscenze storiche-geopolitiche-e strutturali dello stesso..e, e, con un forte senso di realismo, allora, allora, si può imparare a leggere con discernimento la realtà(ci ho messo quasi 20 anni per fare sto percorso grazie a varie conoscenze SPECIOSE di genere: storico, biblico, antropologico, umanistico…e, grazie alla impareggiabile accettazione esperenziale della realtà, a tutti i livelli sopra già menzionati).
    Al prossimo salto…
    Felicidades y hasta la proxima

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  2. Alba Lercara

    Sono perfettamente d’accordo. Svegliamoci insieme, vediamo come fare momento per momento, cerchiamo quello che sentiamo, condividiamo l’esperienza, decidiamo come proseguire nel tempo. Aiutiamoci. Va fatto.

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  3. Fabrizio

    Grazie Simona!
    Per il forte e rinnovato richiamo alla presenza, un vero invito, autentico, da chi c’è già. Quella presenza nella quale possiamo riscoprire forte la nostra capacità critica e sfruttare risorse prima non viste.

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