DI CHI E’ LA COLPA?

By | 23/04/2016

DI CHI E’ LA COLPA?

Quando un medico o un operatore viene accusato di colpe gravi nei confronti del suo paziente, ritengo sconsiderato prendere posizione, basandosi esclusivamente sulle notizie pubblicate dai giornali.

In questi anni ne ho lette e sentite di tutti i colori: “documentate” certezze poi smentite nelle aule di tribunale, ma mai più ricorrette dai media.

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La considerazione non è solo mia.
Tra i molti, anche due professori del dipartimento di Scienze Giuridiche, Francesco Carlo Palazzo e Roberto Bartoli, che attribuiscono ai mass media la grave responsabilità di esacerbare la medicina difensiva proprio per la loro tendenza al sensazionalismo.
(rif. “
La mediazione penale nel diritto italiano e internazionale.”)

I medici vivono nella paura di essere denunciati e, per evitarlo, esasperano il loro interventismo instillando angoscia e ansia nei malati.

Grazie alla leggerezza con cui si pubblicano gravi accuse,
tutti sono più a rischio
e
il gioco al rialzo viene così reiterato.

Purtroppo la gente muore, comunque e dovunque, anche nelle corsie d’ospedale… La medicina difensiva tutela il medico da eventuali denunce ma non gli insegna a imparare di più, per aiutare meglio.

Ma quando un intervento va storto,
di chi è la “colpa”?

Di chi è la colpa fumetto

Non riesco a capacitarmi…

Come mai, ad oggi, le 5 Leggi Biologiche, suscitano così tanto pregiudizio e frettolosa superficialità?

Non le conoscono, non ne sanno nulla (le due giornaliste me lo hanno candidamente dichiarato), ma esternano e pubblicano giudizi certi.

  • Continuano a definirla una terapia nonostante, da anni, venga specificato che si tratta di una diagnostica.
  • Essendo considerata terapia, le vengono attribuite le più aberranti prescrizioni: tra le più improbabili, ricordo quella di curarsi mangiando budino! 
  • C’è chi sostiene che la terapia considerata sia unicamente psicologica. Eppure viene costantemente specificato che il SENTITO BIOLOGICO è molto ma molto distante dalla psicologia.

Ora mi chiedo due cose

  • Se si tratta di una terapia psicologica, come mai allora tanti operatori che non sono psicologi ma medici, terapeuti corporei, infermieri ecc, le studiano?

Ah no! Scusate, dimenticavo… E’ solo perché ne restano affascinati!

  • E ancora una domanda.
    Se di per sé le 5 Leggi sono una terapia, per quale motivo dovrebbe affidarsi ad altre multicolori terapie?

E dato che dopo tanti anni non l’ho ancora capito, qualcuno mi potrebbe spiegare di che tipo di terapia si tratterebbe? Cioè, praticamente, in che maniera le 5 Leggi Biologiche curano?

Nessuno lo specifica, ognuno inventa la sua… che cosa strana…

Con uno scenario così nebuloso, quando le cose vanno male, è facile aprire la caccia alle 5 Streghe Biologiche.

La colpa è loro, cioè di una diagnostica, una mappa stradale…
Ma certo, è ovvio…Se uno si capotta in macchina, è colpa della cartina!

 

Responsabilità individuale

La responsabilità è individuale!

Adesso diventiamo seri: penso che quando le cose vanno male, se c’è una responsabilità, non può essere attribuita a una conoscenza o ad uno strumento.

…Altrimenti dovremmo condannare il bisturi, o l’arte di tagliare i tessuti, nel caso che un chirurgo un po’ distratto sbagli ad operare.

La responsabilità è una questione di presenza umana e personale.

  • Dell’operatore: essere presente e in ascolto del paziente, informarlo, supportarlo nelle sue necessità e rispettare le sue scelte.

Non può sposare alcuna fede o protocollo o finirà col guidare la persona a convincersi di quanto sta esponendo. Questa posizione toglie forza e possibilità ad entrambi.

  • Del paziente: ascoltare, documentarsi e scegliere, rimanendo fedele a se stesso, alle sue necessità, paure, bisogni e a qualsiasi strumento o situazione ritenga necessaria per ritrovare il suo stato di salute e per scegliere la qualità della sua vita.

Questa presenza è imprescindibile sia negli studi privati, come nelle corsie d’ospedale.
(Precisazioni nel prossimo articolo
“CHI HA TROVATO LA BACCHETTA MAGICA?”)

Concludo con un dubbio

Ho il sospetto che chi conosce le 5 Leggi Biologiche, operatore o paziente che sia, venga considerato un minus habens, nelle due accezioni del termine:

  1. eufemismo per definire una persona poco intelligente, meno “dotata dalla natura”,
  2. in senso oggettivo, qualcuno che ha meno diritti di quelli normalmente riconosciuti al resto dei cittadini.
    (def. Treccani)

Io penso che sia una grave mancanza di rispetto e di considerazione per l’intelligenza umana, dove per intelligenza intendo:

INTUS: dentro. LEGERE: comprendere, raccogliere informazioni.

La capacità di comprendere, non in modo superficiale ma in profondità, cogliendo anche gli aspetti meno evidenti,
per scegliere con discernimento.

Buon risveglio a tutti!

4 thoughts on “DI CHI E’ LA COLPA?

  1. Matteo Bolognesi

    Condivido.

    Sento il bisogno di partecipare alla vita in modo responsabile, presente, forte e chiaro.

    Sento che questo modo di vivere mi rende felice.

    Sento che queste qualità, responsabilità, presenza, forza e trasparenza, sono un bellissimo modo per sentirmi felice.

    Ecco, se fossi un giornalista, amerei sentirmi felice, trovando nell’esercizio della parola scritta la pratica di queste qualità.

    Cari giornalisti, tutte le volte che potete, aiutateci a coltivare la responsabilità, la presenza, la forza e la trasparenza, attraverso la lettura della vostra scrittura presente, responsabile, forte e trasparente.

    Siete finestre sul mondo. Le finestre fanno entrare in casa la luce, così che possiamo abitare in essa.

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  2. Erica

    Condivido appieno, Cara Simona, e ammetto che ancora oggi mi capita di entrare nelle mie bolle e mi accorgo di voler guidare la persona verso qualcosa che IO ritengo utile per lei, niente di più assurdo. Per fortuna le lavate di capo ricevute durante la Formazione rimangono tatuate dentro di me e, come flashata da un faro nel buio della notte, mi sveglio: Come posso sapere che cosa sia meglio per un’altra persona? A quel punto riprendo il mio treno parzialmente deragliato e ritorno presente. E responsabile “del mio pezzettino”. E tutto funziona decisamente meglio per tutti!

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  3. alma deiana

    Brava Simona. Come al solito vedi, centri e parli con cognizione di causa
    Ogni tuo scritto mi stimola e mi chiarisce le idee sempre un pochino di più.
    Io penso che il discorso sulle 5lb non sia mai stato preso in considerazione in passato per presunzioni ed ebbrezze di potere. Tutte le cose nuove hanno lo stesso iter anche nella storia.
    Oggi il potere è globalizzato e appartiene a pochissimi elementi: non si palesa esattamente a chi appartiene e non si capisce, cioé… io non capisco il fine e l’utilità di come viene illogicamente esercitato. Si sente, si coglie nell’aria la sensazione che siamo prossimi alla fine tutti, indistintamente. Non percepisco la logica dei nostri tempi. Intuisco però che la causalità è circolare e prima o poi ritorerà da dove è partita o nata e quando ritornerà in dietro non dovrebbe essere indolore neanche per chi l’ha causata.
    Al momento le 5lb sono sempre per pochi. Sai perché? Immagina se qualcuno dei nostri burattinai scoprisse che si può spendere (sai quanto costa?) molto meno e meglio per la salute? Diventerebbe un Salvatore, un Profeta. Ci sarebbe un’esaltazione planetaria e forse ancor meno controllabile di quella che c’é ora in giro per la religione, la fame e le ingiustizie. Un cattivo farà conoscere le 5lb al mondo, ma solo se ne avrà un utile. Un buono deve avere lo stesso spessore del cattivo, ma è più difficile da scovare. I buoni filantropi sono rarissimi, hanno vita breve e dura, non fanno lunga strada… confidiamo nei furbi! Quelli sìche funzionano e ora sono anche molto di tendenza.
    Ti abbraccio e scusa qualche sproloquio. Sai l’età….

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  4. paola ricca mariani

    piè che dire che non hanno fondamento scientifico, sarebbe interessante che medici e ricercatori controbattessero punto per punto, con argomentazioni scientifiche, tutti gli assunti, i fondamenti e i i passaggi delle 5 leggi. Le leggi scientifiche valgono fino a prova contraria (mi pare che lo dicesse Popper) e per confutarne altre, occorre usare lo stesso metodo.

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