IO STO CON GLI INDIANI!

By | 12/12/2016

IO STO CON GLI INDIANI!


Sono con loro e con tutti i visi pallidi pronti a risollevare le loro piume personali.

Sì, sto con i nativi americani, che il 6 dicembre 2016 hanno vinto la loro battaglia ciclopica per impedire la realizzazione di un oleodotto nella loro riserva in North Dakota. Un canale lungo quasi 2000 km, che avrebbe dovuto trasportare 570.000 (!) barili di petrolio AL GIORNO, passando sotto al fiume Missouri.

  

Hanno occupato la – specifico loro terra fermando le ruspe e organizzando un accampamento che non hanno più abbandonato, armati “solo” di presenza e determinazione per salvare l’acqua – elemento essenziale per l’esistenza di qualsiasi forma vivente- e i luoghi sacri delle loro terre. Per ribadire la sovranità sul proprio territorio, sancita dal governo Usa in due trattati, del 1851 e 1868.

… Tralasciamo la triste osservazione che debbano essere gli invasori a dare il permesso ai legittimi proprietari di vivere a casa loro.

Da aprile a dicembre hanno resistito a percosse e violenze della polizia di contea, dei federali e guardie private della compagnia petrolifera United States Army Corps of Engineers (sezione dell’esercito americano specializzata in ingegneria e progettazione).

 
 
 
Mazze e proiettili di gomma, idranti utilizzati “strategicamente” di notte quando la temperatura scende a -5 gradi, lacrimogeni, dispositivi stordenti, granate, spray orticanti e cani non li hanno fermati.
Nemmeno gli oltre 400 arresti né i 300 feriti.

E sono riusciti a rimanere fedeli a se stessi, evitando di contrapporre violenza a violenza.
 

Come hanno fatto a fermare un nemico così forte, la Energy Transfer Crude Oil?
Tanto per intenderci: Donald Trump ha investito nella Energy Transfer quasi un milione di dollari e quella stessa compagnia ha sostenuto la campagna elettorale di Trump con cento mila dollari elargendo anche più di sessantasettemila dollari al Partito Repubblicano.

Di certo la partita non è finita qui, visto gli interessi che ci sono in campo.
Ma l’indicazione che ci ha dato questo popolo è grande.
Ciò che ha permesso di fermare, almeno momentaneamente, lo stupro violento della terra e del suo popolo, è stata:

Una scelta fatta in piena presenza
di quanto stava accadendo.
La lucida consapevolezza
di cosa fosse necessario fare
per rispettare ciò che sentivano vero.

La loro purezza d’intenti, che in passato li aveva messi in ginocchio, oggi ha permesso loro di sollevarsi. E anche di trovare una rete di sostegno, non solo con le altre tribù indiane o con attivisti in difesa dei diritti civili, ma addirittura più di 2.000 veterani di guerra americani che i sono uniti a loro nelle praterie in loro difesa.

L’ultimo giorno, a sorpresa, i veterani si sono inginocchiati chiedendo scusa ai Sioux per i secoli di genocidio, violenze e crimini di guerra che l’esercito americano ha perpetuato nei loro confronti…
 

La risposta dei Sioux?
Non solo hanno accettato le scuse dei militari, non solo hanno anche chiesto pace per il mondo, ma si sono scusati a loro volta per aver sconfitto la Settima cavalleria nel 1876, cioè per aver ceduto alla violenza rispondendo con violenza…

 

 

Cosa intendo dire raccontando questi fatti?

Quando un popolo è ancora in contatto con le sue radici, presente alla sua vita e a quello che necessita, non sta più a perdere tempo in lamenti o in tentate soluzioni inefficaci. Non sceglie più di annebbiarsi, anestetizzarsi, delegare.

  • Guarda la realtà dei fatti – mondo esterno.
  • Accede alle sue memorie scegliendo di aderire a quelle che sono in sintonia con “la loro verità profonda”.
  • Osserva anche le memorie di sconfitte ma solo per sapere come  non ripetere gli stessi errori: non si lascia guidare da loro ma da ciò che ha potuto apprendere da quell’esperienza.
    Agisce qualcosa di diverso e sue azioni sono coerenti all’effetto che vuole ottenere: cuore, pensiero e azione sincronizzati sono unisoni!
  • Poi torna ad osservare fuori, il mondo esterno e la difficoltà che deve affrontare e agisce in coerenza.
  • La purezza e determinazione chiama e connette chi è nella stessa frequenza. In questo difficile momento storico, sono in molti a volere che le cose vadano in modo diverso e iniziano ad essere tanti anche quelli che sono pronti ad agire in prima persona.
    E’ così che accadono i miracoli.

I nativi americani, insieme a tante altre voci non troppo ascoltate, stanno aprendo la strada per un nuovo mondo…

 

Solo due esempi: nella prima immagine il capo amazzonico della Tribù Xingu, ha dichiarato alle lobby: “Abbiamo deciso che la vostra parola non vale niente… Voi non avete nessun diritto di distruggere il nostro fiume… non vogliamo un solo centesimo dei vostri soldi sporchi… non accettiamo altre dighe sul nostro territorio… Il nostro fiume non ha prezzo e non è in vendita….
E’ la nostra casa e voi non siete i benvenuti qui… La conversazione è finita!

Nella seconda immagine: in ottobre di quest’anno il movimento Women Wage Peace ha organizzato una marcia per la Pace alla quale hanno partecipato circa 4.000 donne di tutte le religioni. E in quell’occasione, in modo spontaneo, è nata una canzone da cantanti folk israeliane e palestinesi: ” Prayer of the Mothers”

E’ un movimento senza leader, e questo oggi è diventato un marchio di garanzia poichè una rete che nasce solo dalla presenza di ogni singola donna, è forte e pulita…

E tu, senti il richiamo di chi sta scegliendo
un mondo diverso?


Te lo chiedo perchè questo articolo è solo una premessa. 
Nel prossimo voglio parlare di noi che viviamo in europa – nota: la e minuscola non è un errore ma una provocazione!- che come gli altri siamo vittime in casa nostra ma al contempo carnefici perchè con le nostre non-scelte sosteniamo i padroni del mondo – o che si credono tali.

Preparati, sarà un articolo forte, senza compromessi: se davvero vuoi cambiare le cose, è ora di tirare fuori gli scheletri dall’armadio e fare scelte diverse.

Operazione
“Ritroviamo le nostre mani pulite e usiamole per fare qualcosa di meglio che mettere dei Like su facebook”!

Riguarda tutti gli ambiti: la nostra terra, le scelte economiche, la nostra salute e le conoscenze – e ci sono tutte – per fare scelte diverse.

E ha a che fare anche con le 5 Leggi Biologiche…
o meglio: con quale intento le stiamo usando?

Parliamone e poi entriamo in azione.

Buon risveglio a tutti!

Testo di Simona Cella: www.creatoredispazi.it

2 thoughts on “IO STO CON GLI INDIANI!

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